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Il mio percorso artistico è iniziato nel 2020, in modo semplice e spontaneo, senza alcuna formazione accademica. Ho cominciato con colori acrilici su tela, ma presto ho sentito il bisogno di andare oltre, spinta dal desiderio di sperimentare. Ogni nuovo materiale scoperto diventava una possibilità: paste modellanti, sabbia, ghiaia, polveri, frammenti di roccia. Con il tempo ho imparato a creare miscele personali partendo da zero, combinando colle, stucchi, gel, resine ed elementi naturali. È così che la materia stessa è diventata il fulcro della mia ricerca.

Il mio lavoro è un processo di crescita continua. Non c’è stato un momento preciso che abbia cambiato il mio percorso: è sempre stata una curiosità costante, il desiderio di provare e riprovare, arrivando persino a inventare gli strumenti con cui stendo e modello i miei impasti. Ogni gesto, ogni movimento del corpo diventa parte integrante dell’opera. È un linguaggio fisico, un dialogo tra me e la superficie, gesti che lasciano la loro traccia nella materia.

Amo nutrirmi di suggestioni: luoghi, incontri, esplorazioni online, artisti scoperti per caso. Non si tratta di copiare, ma di rielaborare, trasformare ciò che vedo in qualcosa che diventa mio. Oggi la mia sperimentazione si è estesa al dialogo con la tecnologia: creo texture con l’intelligenza artificiale, le trasformo in fogli stampati in 3D e poi le ricopro con le mie miscele artigianali. È un punto d’incontro tra artigianato e innovazione, tra la fisicità del gesto e le possibilità infinite del digitale.

Ciò che mi entusiasma, però, non è soltanto il risultato finale, ma l’intero ciclo creativo. Dalla scelta del legno in falegnameria, alla preparazione degli impasti, all’attesa dei lunghi tempi di asciugatura, fino alla spruzzatura del colore con compressore e pistola a spruzzo, per concludere con la finitura in resina epossidica. Ogni fase è un rito, ogni passaggio custodisce una propria magia.

Per me l’arte è libertà, scoperta, una continua lezione di vita. Sai da dove parti, ma non sai dove ti condurrà. Questo percorso mi ha avvicinata sempre più a un approccio scultoreo: scolpire la materia, non solo dipingerla, per rivelare ciò che si cela “Dietro la superficie”.

Molte delle mie opere nascono proprio da questa idea: che dietro ogni strato, ogni maschera, ogni armatura che costruiamo per proteggerci, esista una bellezza autentica che merita di emergere. La mia arte è un invito ad accogliere tutto questo — ad abbandonare le sovrastrutture e mostrarci per ciò che siamo davvero. Imperfetti, unici, vivi.